In questo periodo il concetto di architettura e di urbanistica è sempre più legato alla vita civile e all'ascesa della borghesia, che presenta nuove esigenze. La nuova città dovrà avere, come quella classica, i suoi monumenti (si riprende spesso infatti la struttura di templi quali il Partenone per edifici come la Chiesa di Madeleine e la Borsa a Parigi, o il Walhalla in Germania), ma l'architetto dovrà occuparsi anche dello sviluppo del tessuto sociale iscrivendo le nuove infrastrutture (scuole, musei, ospedali, mercati, prigioni, borse...) in modo funzionale alla nuova concezione urbanistica.
Centro motore di questa nuova visione costruttiva è l'Inghilterra, che dopo aver fatto proprie le caratteristiche del palladianesimo, trova ora eleganza e monumentalità nelle opere e nelle teorizzazioni di Robert Adam, promotore del movimento, seguito da architetti di pari rilievo quali John Soane e John Nash.
In Francia le basi sono ricavate invece dallo stile Luigi XIV, ed è praticato da architetti come J.G. Soufflot e C. Ledoux: questi si servirono degli elementi morfologici classici per elaborare un linguaggio nuovo, razionale, basato sui solidi geometrici più semplici con progetti grandiosi, rivluzionari, spesso utopici (città ideale di Chaux per quanto riguarda Ledoux; Cenotafio di Newton e Biblioteca monumentale di Boulée); in Italia, oltre a teorici come l'Algarotti, il Lodoli e il Miliia. vanno ricordati alcuni architetti particolarmente operosi in città come Roma (Valadier e Vanvitelli), Milano (Piermarini, Antolini, Cagnola, Pollack e Canonica) e Padova (Japelli).


Chiesa de La Medaleine, Parigi, 1764-1845