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Napoleone valica il San Bernardo, David






Gli ideali fondamentali dell'Illuminismo (razionalismo, ottimismo e fiducia nel progresso, antireligiosità, cosmopolitismo e antistoricismo) con l'esperienza della dittatura napoleonica cadono in una grave crisi, e lasciano spazio a nuove istanze di carattere pessimistico e di sfiducia nei confronti della ragione. La tragedia storica di questo periodo sta proprio in questa crisi, quando si passa dalla ragione al sentimento, dal liberalismo nazionale al cosmopolitismo e si vede l'età dei lumi finire nel sangue e nelle stragi, e il sogno di libertà nella tirannide e nelle continue guerre di Napoleone. Questa crisi si ha naturalmente non solo nella società, ma anche nella letteratura e nelle arti, che assunsero Napoleone a simbolo di questa crisi, in quanto rappresentando l'illuminismo e la Rivoluzione borghese egli visse, senza riuscire a risolverla, la tragedia storica dei due periodi, il '700 e l'800.
Ci si chiese quali motivi fossero stati di ostacolo per gli ideali rivoluzionari, e per questo si ritrova, accompagnato da un'attenta analisi critica, il valore della storia e delle tradizioni come chiave interpretativa del presente. Vincenzo Cuoco, con il suo "Saggio sulla rivoluzione napoletana" del 1799, afferma che "una rivoluzione non può essere opera di ragione, ma deve partire da esigenze concrete, economiche e sociali, del popolo che si sente spinto dal bisogno, non da ideologie". Si anticipa in questo modo l'ideale del Romanticismo del popolo e della nazione: il fallimento dell'astratto razionalismo illuministico e della sua promessa di una facile e rapida felicità umana, portano al recupero della tradizione letteraria nazionale, in Italia come negli altri paesi europei.
Negli anni del dominio napoleonico il Neoclassicismo diviene una sorta di stile ufficiale: richiama un mondo di armonia consapevolmente perduto e in questo avvia la strada alle nostalgie preromantiche. La tradizione classica era entrata nell'interesse degli intellettuali europei e la sua arte doveva esprimere la bellezza ideale, l'armonia perfetta, una purezza basata sull'equilibrio, l'imperturbabilità, portatori di serena e tranquilla felicità. Nei suoi primi passi, il Neoclassicismo può essere avvicinato all'Illuminismo: se "classico" è, come dice Goethe, ciò che è universalmente valido e che costituisce quindi un elemento di continuità con il passato, l'assoluta perfezione classica, universale ed equilibrata, richiama gli aspetti illuministici della ragione. Così come la ratio, infatti, significa sicurezza perché continuità di schemi logici umani e perfetti, anche nell'arte classica ritorna tale sicurezza sotto la forma di equilibrata armonia.